Una ricerca sul cuore a 8.000, verrà realizzata tra luglio e agosto grazie a micro-apparecchio Holter, per la registrazione dell’elettrocardiogramma, rivoluzionario quanto a dimensioni e peso.
Ideatore e coordinatore del progetto è il cardiologo Giuseppe Gibelli, del Centro Studi Ricerche ‘Gianni Mori’ di Cernusco sul Naviglio (Milano) che ha deciso di mettere a punto questa ricerca sul cuore, approfittando della spedizione italiana di 9 alpinisti guidata da Giambattista Bissi di Cernusco sul Naviglio che, alla fine del mese di luglio, dopo essere partiti da Skardu (Pakistan) e aver raggiunto il campo-base, affronteranno per sei settimane l’ardita vetta della Muraglia Lucente, una catena del gruppo del Karakorum, la costiera montuosa che divide il Pakistan dalla Cina. Il picco prescelto per la scalata dal gruppo di alpinisti italiani guidati è il Gashembrum II (8.035 metri). Gibelli raccoglierà dall’Italia i dati degli Ecg dei 9 alpinisti, trasmessi via satellite dalla dottoressa Isabella Nitti (anestesista volontaria al 118 di Bormio) che partecipa alla spedizione. La ricerca per la quale viene utilizzato il mini-Holter ‘H3+’ di Mortara Rangoni Europe - colonna europea del Gruppo Mortara, leader nel settore medicale come produttore di apparecchiature diagnostiche ad alta tecnologia per la cardiologia, in prima linea nel settore della telemedicina ha come obiettivo quello di studiare l’alternanza dell’onda ‘T’, ossia lo studio sistematico dell’onda elettrocardiografia ad alta quota.
Come funziona l’Holter ‘H3+’. E’ il registratore Ecg più piccolo e leggero che esista, e in questo senso è un dispositivo assolutamente innovativo. Funziona a 2 o 3 canali, e registra fino a 48 ore di tracce ECG. ‘H3+’ pesa solo 28 grammi ed è alimentato con una sola batteria tipo AAA (ministilo), di dimensioni ridottissime (le sue misure sono 64x25x19mm): perfetto per stare in una tasca dello zaino degli alpinisti in quota. Nonostante queste dimensioni, l’apparecchio è dotato di un display LCD che consente di vedere le forme d'onda in tempo reale per poter apprezzare la qualità del segnale.
La ricerca. Lo studio consiste nel rilevare le differenze tra l’Ecg a riposo (effettuato, quindi, prima della scalata) e il tracciato rilevato sotto sforzo in quota. Oggetto della sperimentazione saranno tutti e nove gli alpinisti, compresa la dottoressa Isabella Nitti, che si incaricherà di rilevare i dati e di trasmetterli in Italia al dottor Gibelli. La sperimentazione sarà resa ancor più interessante e significativa dal fatto che gli alpinisti italiani scaleranno il picco asiatico senza ossigeno. I dati della sperimentazione verranno analizzati dalla Divisione Cardiologia dell’Università di Insubria (Varese), oggetto di una pubblicazione scientifica che verrà presentata nei prossimi mesi. In questa spedizione nel Karakorum è in assoluto la prima volta che un Holter viene utilizzato in alta montagna, ed esiste anche un interesse scientifico a verificare il comportamento di apparecchiature di questo genere, che di norma sono date per funzionanti fino a 4000 metri sul livello del mare e a temperature comprese tra 5 e 40°C. Sarà una bella sfida.